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26 marzo 2011

500 Mila Euro Di Risarcimento Per 15 Precari Genovesi


Grazie ad una vertenza sindacale, tra l' altro gratuita e senza costi per gli assistiti, della Uil Scuola di Genova, quindici lavoratori precari dipendenti dal Ministero del'Istruzione dell'Università e della Ricerca retto dal ministro Maria Stella Gelmini, potranno accedere ad un risarcimento in denaro stabilito con una sentenza del giudice del lavoro del capoluogo della lanterna.
Ad ognuno dei lavoratori verranno riconosciuti circa trenta mila euro come risarcimento danni calcolati tenendo conto di quindici mensilità, la ricostruzione di carriera, ovvero gli stessi diritti economici del personale di ruolo, l' illegittimità dei contratti a termine a cui sono stati costretti i lavoratori precari.
Il ministero dovrà quindi sborsare circa 500 mila euro in totale, oltre che pagare le spese del processo, e grazie alla segreteria regionale della Uil Scuola che con questa azione ha praticamente aperto un precedente al quale tutti i lavoratori precari della scuola e dell'università potranno appellarvisi ottenendo un risarcimento legittimo.
E' probabile, comunque, che a causa di questa sentenza il Ministero preferirà non ricorrere ai giudici del lavoro perché decisamente molto costoso e procederà al pagamento di quando dovuto per tutti coloro che ne hanno diritto considerando anche che nalla sola Liguria fino ora sono circa 450 le persone che hanno presentato ricorso e che tale numero è destinato ad aumentare coinvolgendo le altre regioni italiane. Certo sarebbe meglio stabilizzare i lavoratori, ma questa è già una bella conquista sindacale.

7 marzo 2011

Condominio, in arrivo una nuova legge.

Vivere in armonia in un condominio e al di là di una qualsivoglia legge è importante per garantirsi una vita sociale e condominiale tranquilla senza interminabili assemblee e liti. Esiste un "galateo" non scritto che tutti dobbiamo rispettare: non fare rumori nelle ore notturne e pomeridiane, pulire le parti comuni dove i nostri amici animali hanno sporcato, scuse immediate e riparazioni tempestive nel caso in cui i nostri elettrodomestici causino allagamenti.

Ma a volte tutto questo non è possibile per svariati motivi; noi esseri umani facciamo di tutto per complicarci la vita. A questo punto, quindi, ci viene in aiuto la legge con le sue regole da rispettare. Esiste già una regolamentazione in fatto di condominio, ma dalla fine del 2011 ne entrerà in vigore una nuova, che avranno a disposizione sia i condomini sia gli amministratori.

Adesso la proposta di legge è in discussione in Parlamento, ma diamo alcuni dettagli che potranno risultare utili nel prossimo futuro. La predetta legge sarà più aspra contro le "antenne libere" per la ricezione dei canali TV, sia terrestri sia satellitari; se per quelli sat, ognuno di noi potrà installare sul proprio balcone la parabola ( sempre che non ci siano vincoli comunali), per le antenne terrestri da collocare sul tetto bisognerà una delibera dell'assemblea e non si potranno più mettere antenne in modo disordinato.

Per i pagamenti delle rate delle spese condominiali, non si potrà eccedere il tempo massimo di 4 mesi, pena un decreto ingiuntivo dell'amministratore che con questo atto vi chiederà di pagare; se i soldi tardano ancora ad arrivare vi potrà vietare di usare le parti comuni del condominio.

Ci saranno, comunque, maggiori garanzie anche per i condomini; gli amministratori dovranno essere iscritti alla camera di commercio della propria provincia per poter esercitare e stipulare una assicurazione che tuteli i condomini da eventuali loro mancanze o appropriazioni di denaro ( succede anche questo), ma cosa più importante, se da una delibera condominiale viene programmato un lavoro, esso dovrà essere effettuato entro trenta giorni, se ciò non accade si può diffidare l'amministratore. 

Un altro punto dolente che sta a cuore a molti, è quello del riscaldamento; con la nuova legge in discussione, ci si potrà staccare dall'impianto di riscaldamento centralizzato e realizzare un'allacciamento autonomo senza però recare danni a quello del condominio. In ogni caso occorre buon senso e cercare di risolvere le controversie in tranquillità e poi stare attenti non solo ai nostri vicini ma anche, e io direi soprattutto, agli amministratori. Per tutte le informazioni del caso ci si può rivolgere, oltre che al sito dell'associazione degli amministratori di condominio www.anaci.it anche alle associazioni che difendono e tutelano i condomini, come la UIL Uniat e il Sunia della Cgil.

5 marzo 2011

17 Marzo, i lavoratori si pagano la festa

Comprendiamo l'importanza dell' istituzione della festa nazionale in occasione dell'anniversario, il 150°, dell' Unità d'Italia; è una cosa giusta e che ci rende tutti ( a parte qualche esponente provocatorio della Lega Nord) orgogliosi e fieri di essere, nonostante tutti i problemi di questi ultimi mesi, figli di una grande nazione. E' sicuramente giusto festeggiare l'avvenimento con eventi, celebrazioni e quant'altro, che si terranno in tutte le città d'Italia e che coinvolgeranno scuole, enti e cittadini di tutte le età.

Si capisce meno, invece, il fatto che dopo l'istituzione di una festa nazionale con un decreto del Governo urgentissimo e su suggerimento del Presidente della Repubblica ( che ha voluto fortemente questa giornata di festa ma ha dovuto piegarsi ai voleri della grande industria, leggasi Emma Marcegaglia e Confindustria che hanno chiesto ed ottenuto nessun aggravio in più per le loro casse) e che come festa è equiparata alle altre già esistenti nel nostro paese ai sensi della Legge n° 260/1949, i lavoratori, sia pubblici sia privati,  devono su imposizione delle ore dal loro monte ore.

In pratica il decreto appena varato dal Governo ha "calendarizzato" un festa imponendocela e facendoci prendere, per non gravare sulle aziende e sugli enti pubblici, otto ore da una delle ex festività ed è come se lo stato ci dicesse ( e ci dice in verità) dei 4 giorni di riposo compensativo - o di riduzione oraria - , tre potete farveli quando volete, ma uno, per quest’anno, è fissato per legge nel 17 marzo.

La festa dell' Unità d'Italia si vuole e si deve fare per tanti motivi, ma non capisco perché in ogni caso e sempre ci debbano rimettere sempre i lavoratori ed i più deboli; so che 8 ore di permesso in un anno sono poca cosa ma perché la festa del 17 marzo non deve essere trattata come tutte le altre? 

E se qualche lavoratore non avesse ore a disposizione, cosa fa, va in negativo e quindi uno busta paga per via di ore mancanti più leggera oppure se avesse bisogno di ore per motivi personali non potrebbe chiederle perché non ne ha; oppure esiste, ancora, la mutua. Chi vuol capire, capisca.

5 febbraio 2011

Il NO della Marcegaglia per la festa dell'Unità d'Italia

Quest'anno ricorre il cento cinquantesimo anniversario dell' unità d'Italia; tutto il paese si sta mobilitando per rendere omaggio all'Italia unita, unificazione avvenuta nel lontano 1861 esattamente il 17 marzo. Il 2011 sarà pieno di manifestazioni ed eventi che ricorderanno l'unificazione sotto una sola bandiera dello stivale italico. Le città, dalle più piccole alle metropoli, stanno studiando e mettendo a punto manifestazioni per la ricorrenza unica nel suo genere.


Anche la Presidenza della Repubblica, ovviamente, si sta muovendo in tal senso al punto che il Presidente Giorgio Napolitano ha dichiarato, assieme al Governo e del tutto eccezionalmente, che il 17 marzo del 2011 e solo per quest'anno, sarà festa nazionale. Come per tutte le feste nazionali, quali il 6 gennaio, il Lunedi dell'Angelo ( Pasquetta) e tutte le altre, i lavoratori hanno il diritto di restare a casa e godere del giorno di festa.


Ma il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia in una nota ha fatto sapere di essere contraria alla istituzione di un eventuale giorno in più festivo che si potrebbe trasformare secondo la stessa, in un lungo ponte festivo visto che il 17 marzo quest'anno cade di giovedì e aggiungendo che considerata la crisi si perderebbero svariati introiti per le aziende con una diminuzione delle produzioni.


Capisco le motivazioni della Marcegaglia, ma vista l'eccezionalità dell'evento ed il fatto che quest'anno il calendario delle festività non offre tanto in merito di ponti ( quasi tutte le feste cadono di sabato o domenica), poteva fare uno sforzo. Certo è che lei deve rispondere ai suoi associati ovvero le imprese, ma mi chiedo perché non nega con altrettanta convinzione anche i giorni di cassa integrazione che continuamente le imprese chiedono allo Stato e che gravano indirettamente sulle nostre spalle e che fanno aggravare ulteriormente il deficit nazionale sgravando dalle aziende gli ammortizzatori sociali.

23 gennaio 2011

Il modello Marchionne imitato da altre gategorie di aziende

E' appena passata una settimana, e già il modello di accordo contrattuale adottato da Marchionne per la Fiat viene preso come esempio anche dalle aziende che operano nel settore della concia. Quello della concia è un settore che non ha ancora rinnovato il proprio contratto collettivo di lavoro per i prossimi anni, e le associazioni che raggruppano le aziende del settore partono all' attacco.

Si vuole infatti adottare anche per queste aziende l'accordo appena sottoscritto da Fiat e Cisl, Uil e Ugl scambiando di fatto un aumento di salari ( minimo per la verità) con il ridimensionamento di alcuni diritti, o presunti tali, dei lavoratori.

Le aziende sono disposte, infatti, a concedere un aumento salariale fra gli 80 e i 90 euro contro i 135 richiesti dai sindacati e possono riconoscere anche ulteriori aumenti ma a fronte di istituti, come la flessibilità oraria, che consentano il recupero di competitività. Ciò significa che bisognerà aumentare le ore di lavoro e cercare di portare ad una percentuale maggiore la possibilità di assumere persone con contratti a termine o di somministrazione ( interinale).

Si chiede anche che le aziende non paghino più i primi tre giorni di malattia attaccati alle ferie o ai giorni di festa cosi come dovrà avvenire più o meno per Mirafiori; cosa ancora più preoccupante è che quando scadranno i CCNL in corso molte associazioni industriali di categoria, vorranno fare la stessa cosa cosi come hanno chiesto per il settore della concia.

E' vero il mondo è cambiato ed una modifica dei rapporti industria - sindacati bisognava farla, ma cerchiamo di non correre troppo ponderando le scelte da adottare caso per caso e settore per settore.




14 gennaio 2011

Affluenza plebiscitaria per il referendum di Marchionne.

Secondo dati sindacali dell' ultima ora, sarebbe da record l' affluenza dei lavoratori al voto per decidere le sorti della Fiat di Mirafiori e dell' intera produzione automobilistica italiana. Il dato si aggirerebbe attorno al novantotto per cento. Le operazioni di voto sono iniziate ieri sera con il turno delle venti due e si sono protratte per alcune ore, per poi ricominciare stamattina alle sei con il turno del mattino, per finire con un' altra sessione a partire dalle quattordici sempre di oggi.

I risultati della consultazione referendaria dovrebbe essere resa nota dopo lo spoglio delle schede che avverrà presumibilmente stasera intorno alle venti tre. La consultazione elettorale si è resa necessaria dopo che alcune organizzazioni sindacali lo scorso venti tre dicembre hanno firmato un accordo interno allo stabilimento torinese che prevede un investimento di circa un miliardo di euro per il rilancio della produzione; a firmare Cisl, Uil e Ugl più altre sigle minori.

Contraria la Fiom - Cgil che non vede di buon occhio questo accordo che secondo i rappresentanti metalmeccanici del sindacato della Camusso lede alcuni diritti dei lavoratori. In un ottica di crisi profonda bisognerebbe invece dare un po' di fiducia al sistema imprese e cercare di garantire anche a scapito di qualche rinuncia a non sacrificare il proprio posto di lavoro con il rischio di restarne senza. Difatti l' amministartore delegato di Fiat ha fatto sapere che non dovesse passare il si all' accordo sarebbe pronto a trasferire la produzione in Canada, con conseguenze drammatiche per i lavoratori di Torino e di tutto il Piemonte.

Non si vuole entrare nel merito della questione ed è comprensibile anche il fatto che è un lavoro usurante ( si pensi alla riduzione delle pause di appena 10 minuti) ma è pur sempre un lavoro da mantenere a tutti i costi.





Dahlia tv in chiusura a rischio 200 posti di lavoro.

Ammonterebbero a circa due cento i posti di lavoro che andranno persi a causa della chiusura della piattaforma televisiva operante nel digitale terrestre italiano Dahlia TV; questo è quello che affermano i sindacati di categoria. La TV a pagamento svedese ( la proprietà è di una società chiamata AirPlus che ha la sede in Svezia) naviga ormai da tempo in cattive acque e si è deciso di chiudere i battenti per mancanza di profitti; per la verità un po' di colpa sembra averla anche il sistema di attribuzione dei diritti di serie A che ha favorito Mediaset.

Ad essere penalizzati, oltre naturalmente i lavoratori, anche quelle ( a dir la verità poche) persone che avevano sottoscritto un' abbonamento Pay per seguire le proprie squadre di calcio di cui la Tv detiene i diritti. Le otto squadre sono: Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese. Ma non solo calcio trasmette Dahlia, anche altri sport che non trovano spazio in altre emittenti, come la vela e sport estremi.

La TV ex Telecom Italia è stata una delle prime ad avere sdoganato anche sul digitale terrestre film a luci rosse e contenuti per un solo pubblico adulto. Per tornare al discorso calcistico è probabile che le otto squadre targate Dahlia  accederanno automaticamente sulle frequenze di Mediaset Premium e cosi anche i suoi abbonati, aumentando ancora ulteriormente il monopolio della Pay TV berlusconiana.

Tornando al discorso vertenza sindacale, i duecento lavoratori si sono rivolti al ministero del lavoro per essere ascoltati e per rivendicare il loro diritto al lavoro o per cercare una soluzione alternativa alla spinosa questione.


13 gennaio 2011

E la Camusso rinnega il passato Uil

Dicono che per il segretario della Cgil, Susanna Camusso, sia un po’ come una «macchia» da cancellare dal suo passato. E che della militanza nelle file della Uil preferisca non parlare mai, quasi fosse un brutto ricordo. Peccato che sia stato proprio il segretario generale della Uil Lombardia, Walter Galbusera, ad assumerla per seguire i corsi delle 150 ore e che questo incarico abbia segnato il suo esordio nel sindacato. «La cosa che colpisce è che nasconde questo aspetto. Lo rimuove perché non lo considera degno del suo cursus honorum». Il perché bisognerebbe chiederlo a lei....


Fonte Il Giornale

28 dicembre 2010

Botta e risposta Camusso ( CGIL) Angeletti (UIL).

Susanna Camusso, leader della CGIL

Secondo Susanna Camusso, neo leader del sindacato che si ri fa alla sinistra ( forse troppa sinistra e sicuramente di altri tempi, la Cgil), l' accordo tra Fiat e gli altri due sindacati italiani Cisl guidata da Raffaele Bonanni e Uil da Luigi Angeletti, è anticostituzionale e non rappresentativo; ha inoltre rincarato la dose polemica affermando che Uil e Cisl sono dei sindacati aziendalisti, cioè a favore della Fiat e per questo non degni del nome di sindacati e non degni neanche dei lavoratori che rappresentano.

Non si è fatta attendere la risposta del leader della Uil Angeletti che in una nota diffusa stasera dalla sua organizzazione in un comunicato stampa afferma che accusare la Uil di essere un sindacato aziendalista è ridicolo e aggiunge, e questa è anche una mia opinione, che fino ad ora le uniche organizzazioni sindacali ad avere firmato accordi e contratti nazionali sono la Uil e la Cisl.

Luigi Angeletti si chiede inoltre con ironia quale sia l' altra forma di sindacato che conosce la Camusso, forse quella che porta avanti evidentemente la Cgil e la categoria dei metalmeccanici Fiom - Cgil cioè quella di non fare accordi e di non firmare contratti nazionali collettivi di lavoro, che sono poi la spina dorsale dei rapporti tra lavoratori e datori di lavoro. 

Luigi Angeletti, Segr. Generale UIL
Tutto questo solo per principio e per dire a tutto no a prescindere in  modo politico e politicizzato. Nella fase in cui si trova il nostro paese, l' economia nazionale ed il livello di occupazione generale al minimo storico, la cosa importante è il mantenimento del proprio posto di lavoro e investimenti privati che aiutino la situazione occupazionale, anche a scapito di qualche minuto di pausa in meno o, come successo a Pomigliano, di evitare di mettersi in mutua in massa per andare a vedere le partite del Napoli Calcio.

A tutto questo si deve aggiungere che i lavoratori avranno sempre da loro parte il sindacato che farà rispettare i loro diritti, ma un sindacato moderno ed in linea con i tempi che sia attento all 'evolversi delle contingenze e che possa aiutare in un cammino di modifiche strutturali in campo industriale e di rapporti sociali; non dimentichiamo che nei prossimi anni dovremmo avere a che fare con giganti economici e industriali come la Cina, l'India ed il Brasile dove il costo del lavoro è parecchio meno caro del nostro e quindi gareggiare con loro in termini di produttività ed efficienza sarà essenziale per il nostro vivere e continuare a lavorare.

12 dicembre 2010

Marchionne: la finisse di disprezzare l'Italia

Lo Stato italiano, e quindi noi tutti, ha foraggiato le imprese italiane per anni. Chi più chi meno, le aziende piccole e grandi, hanno preso dei contributi statali per ovviare a crisi presunte o vere che ciclicamente si presentano nel mondo industriale. Onestamente penso che sia giusto che lo Stato, quindi noi tutti che regolarmente paghiamo le tasse, dia aiuti sotto qualsiasi forma alle imprese che danno lavoro e benessere di ritorno ai lavoratori. Di questi aiuti ne ha "approfittato" anche la Fiat, una tra le più grandi aziende italiane, e non sempre in maniera giusta.

Non è di questo che si vuole parlare ma del fatto che che adesso un signore che ha preso in mano le redini della Fiat, si possa permettere, di maltrattare quello Stato di cui facciamo tutti parte e che ha permesso alla fabbrica torinese di continuare ad andare avanti rendendola di fatto monopolista all'interno della produzione auto in Italia.

Marchionne sarà sicuramente un grandissimo manager di alto livello, ma non può continuare a considerare il suo Paese e i lavoratori degli stabilimenti che lui dirige, come l'ultima ruota del carro. Riscrivere un contratto nazionale o pseudo tale, da solo senza interloquire con le forze sociali tutte, non è ammissibile; purtroppo anche l'associazione degli industriali, la Confindustria, non interviene per scongiurare rapporti sindacali tumultuosi.


8 dicembre 2010

La Uil Pensionati in visita in Brasile

Si è conclusa poche ore fa la visita di una delegazione della Uil Pensionati e del patronato Ital Uil in Brasile; la delazione, formata da alcuni esponenti del sindacato dei pensionati della Uil, tra cui il segretario generale Romano Bellissima, e del patronato della Uil, ha incontrato le rappresentanze dell'Associazione Ital Uil del Brasile e l'associazione Uim Brasile ( Unione Italiani nel Mondo). Lo scopo dell'incontro è stato quello del rafforzamento della presenza del sindacato italiano in America Latina.
Romano Bellissima, Segr. Generale UilPensionati

I principali obiettivi che i sindacalisti si sono prefissati di raggiungere in breve tempo sono stati molteplici, alcuni dei quali sono quello di rafforzare l’attività del patronato Uil in Sud America, per migliorare le tutele dei nostri cittadini che vivono nei Paesi dell’area e dei lavoratori sud americani che vivono nel nostro Paese;

dare un forte rilancio alla collaborazione tra i sindacati dei pensionati brasiliani e quelli italiani per inteso la Uil Pensionati; migliorare le tutele dei pensionati italiani residenti in questi Paesi con il fine di promuovere e costituire una Confederazione dei Sindacati dei Pensionati di tutta l'America latina.

La Uil Pensionati è da anni a fianco dei pensionati brasiliani, impegnata a sostenere prima la nascita e poi la crescita del sindacalismo dei pensionati in quel Paese. Oggi il Sindacato dei pensionati in Brasile è ormai una realtà molto attiva, con una presenza radicata nella realtà e può vantare positivi risultati sul fronte del miglioramento delle tutele previdenziali e sociali degli anziani brasiliani.

Infine la delegazione italiana ha visitato un centro polivalente e polifunzionale, chiamato "Lo spazio dei sogni" realizzato con il contributo della Uil Pensionati e di tutte le strutture del sindacato di Angeletti, dove oggi trovano assistenza centinaia di bambini e ragazzi delle favelas di San Paolo e dove possono fare diverse attività, come sport, musica, studio, teatro per togliersi dalla strada e costruirsi un futuro migliore.

23 novembre 2010

Nuova riforma delle pensioni.

Le novità in materia pensionistica introdotte dalla L. 122/2010 diventano operative con la Circolare emanata dall'INPS nel mese di settembre 2010. In generale si ricorda che la circolare prevede nuove disposizioni in materia previdenziale che riguardano principalmente la decorrenza della pensione di vecchiaia e dei trattamenti di anzianità, le modifiche dispositive per ricongiungere contributi diversi, Fondi speciali di previdenza, nuove norme in materia di invalidità civile, la possibilità di dilazionare i versamenti, ecc..

Nel particolare questa Legge e più precisamente l'attuazione della medesima attraverso il regolamento attuativo, ovvero la circolare, prevede: 1) la decorrenza della pensione di anzianità e vecchiaia mediante finestra mobile a scorrimento di 12 o 18 mesi solo a partire dal 1/1/2011 ( ciò significa che per le pensioni di anzianità e vecchiaia dal 1 gennaio 2011 i lavoratori dipendenti otterranno  il trattamento pensionistico di anzianita' e vecchiaia dopo 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti anagrafici e contributivi, mentre i lavoratori autonomi dopo 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti);

2) contrasto e lotta alle forme di falsa invalidità ( spesso infatti vengono erogate somme pensionistiche a cittadini che non rientrano in situazioni di invalidità); 3) nuovi interventi normativi e procedurali rispetto all'invalidità civile; 4) dilazioni dei versamenti dei contributi per i pensionati ( in questo punto rientra la possibilità di pagare a rate anche, ad esempio, il canone di abbonamento televisivo ( RAI);

5nuove disposizioni per la verifica dei dati reddituali per i titolari di prestazioni sociali collegate al reddito, quindi ci sarà una verifica più approfondita dei redditi ai quali sono collegati aiuti dello stato ( reddito basso = più aiuti, reddito alto = meno aiuti).


Che cosa è la P.E.C.?


A tre mesi dal Pec Day, ovvero dall'apertura ufficiale a tutti gli italiani maggiorenni di poter aprire una casella di Posta Elettronica Certificata, proviamo a dare qualche info in più. La P.E.C. è un strumento che consente di dare ad un normale messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta. E' molto più veloce, trasparente ed efficace però delle normali raccomandate cartacee.

La P.E.C. vale per tutti e tutti possiamo attivarla; vale per i singoli cittadini e lavoratori, per le amministrazioni centrali e locali, per le imprese e per i liberi professionisti. A tutto oggi sono circa quattro cento mila le aziende che hanno aderito all'istituto della P.E.C. e un milione i liberi professionisti, dagli avvocati ai periti agrari.

Questo canale innovativo permetterà alle strutture pubbliche, private e singoli cittadini, di comunicare con il mondo esterno in modo vantaggioso, sia in termini di snellimento burocratico sia di abbattimento dei costi di gestione delle singole istanze, pratiche, ecc..



Naturalmente tutte le comunicazioni hanno carattere legale come una raccomandata tradizionale solo che non ci si dovrà recare più ad uno sportello postale. Numerose anche le organizzazioni sindacali che hanno attivato la P.E.C. tramite i loro patronati, tra le quali ricordiamo l'Ital - UIL, l'Istituto di Tutela e Assistenza Lavoratori che fa capo alla confederazione sindacale della UIL.

22 novembre 2010

Due settimane di congedo ai neo papà retribuite al 100%. Il si della Commissione Europea

La deputata europea Ronzulli con il bimbo in braccio
La commissione europea ha preso una importante decisione in relazione agli emendamenti alla direttiva sui congedi parentali. Le mamme in tutta Europa potranno godere di un congedo di maternità di 20 settimane (5 mesi circa) retribuito al 100%. Questa decisione si rifletterà in maniera positiva anche in Italia  dove già i cinque mesi di maternità vengono retribuiti per legge all’80°% (a carico dell’INPS) ed in alcuni casi al 100% (ovvero il restante 20% lo eroga il datore di lavoro).

Presupposto per questa proposta legislativa, è il fatto che i figli sono un valore su cui puntare, e che quindi le famiglie non devono essere lasciate sole nel momento in cui decidono di mettere al mondo dei figli, o peggio ancora che vengano penalizzate”.

Va ricordato che la nostra normativa in materia è già all'avanguardia in Europa e per le mamme italiane dunque si tratterebbe di un decisivo miglioramento economico anche se la nostra legislazione, lo ricordiamo, con la Legge 1204, prevede per la maternità congedi obbligatori ( 5 mesi, due prima del parto e tre successivi all’evento) e 6 mesi di astensione facoltativa retribuiti dal servizio Previdenziale nazionale ( INPS) al 30%.

Adesso, con questa nuova direttiva, anche i papà potranno chiedere permessi per due settimane in corrispondenza con il periodo di astensione delle mamme e tali permessi saranno retribuiti al 100%.

Questo diritto pe ri neo papà è del tutto nuovo anche per l’Italia, dove la legislazione sulla tutela della maternità e della paternità, può essere definita come una tra le più avanzate dei paesi dell’Unione europea, prevedendo la cura del figlio da parte di ambedue i genitori fino all’ottavo anno dello stesso (congedo parentale, permessi per malattia del bambino, ecc.). Per ora però il padre lavoratore può fruire del “congedo di paternità” solo al sussistere di particolari situazioni previste dalla legge.

Il provvedimento comunque deve passare al vaglio del Consiglio Europeo dove già si prospettano opposizioni da parte di alcuni Stati membri, in quanto considerato troppo oneroso

12 novembre 2010

Lontana la ripresa del sistema produttivo italiano.

I dati sulle ore di cassa integrazione autorizzate ad ottobre, che equivalgono a 101 milioni, pur mostrando una lieve flessione rispetto al mese di settembre, -2,3%, continuano a segnalare livelli molto alti di ricorso a questo ammortizzatore sociale. E' quanto si legge in una nota della Uil, che aggiunge che dall'inizio dell'anno ha superato il miliardo di ore richieste dalle aziende.
Nei primi 10 mesi di quest'anno, le ore richieste di cassa integrazione sono aumentate del 44,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con punte del 112,6% in Emilia Romagna e del 108,6% in Umbria. Dall'inizio del 2010, la cassa integrazione ha coinvolto mediamente e mensilmente oltre 600 mila lavoratori. Dal rapporto, conclude la nota, emerge inoltre una costante crescita della cassa integrazione in deroga.


Fonte UIL

1 novembre 2010

La Camusso al vertice della CGIL

Dopo l’avvicendamento alla guida della Confindustria, l’associazione che raggruppa gli industriali d’Italia, passata da Cordero di Montezemolo alla Marcegaglia, non si farà attendere la contro risposta di uno dei sindacati confederali italiani, forse il più rappresentativo ma sicuramente il più criticato, almeno da questa maggioranza di centro/destra; infatti, mercoledì 3 novembre ’10, l’attuale segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani lascerà il proprio posto ad una donna, la milanese Susanna Camusso.

Susanna Camusso
Certo, quest’avvicendamento arriva in un periodo di profonda crisi istituzionale, politica, economica e purtroppo anche occupazionale, e sarà molto dura per la signora Camusso guidare la sua organizzazione, che ha continui attriti con la Fiom. Cercare di trovare delle soluzioni ai vari problemi che affliggono il nostro paese e i lavoratori di tutte le categorie sarà un’impresa ardua ma di solito le donne riescono a trovare soluzioni essendo più tenaci e anche più serie dei loro colleghi uomini.

Bisognerà affrontare anche un’altra questione molto delicata: la quasi definitiva rottura con le altre due sigle sindacali confederali italiane, la Cisl e la Uil, che in questo periodo siedono ai tavoli della contrattazione da sole e non unitariamente come è quasi sempre avvenuto.

Spinosa anche la questione Fiat; dopo le trattative separate di Uil e Cisl e il referendum di Pomigliano, e le ultime rivelazioni dell’A.D. della fabbrica torinese, la Camusso si troverà a gestire i malcontenti della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil.

Auguriamo alla Camusso buon lavoro e di risolvere gli annosi problemi all’interno della sua organizzazione sindacale.

28 giugno 2008

Elezioni RSU

Elezioni RSU Sicor – TEVA Group

Santhià (VC)


 

Dopo avere invalidato, per gravi vizi di forma, le precedenti consultazioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, le quali consultazioni avevano già visto un confortante risultato da parte della UilCem, con 15 preferenze su 70 schede votate, il 27 giugno 2008, giorno in cui sono state ripetute le operazioni di voto, la UilCem ed il suo candidato Gugliara Filippo, hanno fatto ancora meglio, portando il numero totale dei voti a ben 22.

Considerando l'affluenza dei lavoratori in calo, passata da 70 a 54 lavoratori su 88 aventi diritto, la UilCem ha avuto il 40.8% dei consensi.

Un risultato straordinario, se si pensa al fatto che si tratta di una prima volta, escludendo le precedenti consultazioni annullate, in cui si presentava un candidato UilCem e al quale i propri colleghi hanno dato una grande fiducia, e tutto questo in poco più di 18 mesi.


 

Di seguito, una tabella riepilogativa dei risultati:


 

Preferenza

Lista

Tot.

Gugliara Filippo (UilCem)

19

3

22

Candidato 1 (FilCem)

14

4

29

Candidato 2 (FilCem)

11

Nulle

3

3

Totale

47

7

54

 

Aventi diritto al voto

88

 

Compiti dell’RLS

 
 

TUTTO PER L'RLS

La formazione per il RLS: L'elemento strategico
per la futura attività di RLS.

D.Lgs. 626/94. art. 22, comma 4, "Il rappresentante per la sicurezza ha diritto a una formazione particolare in materia di salute e sicurezza, concernente la normativa in materia ... e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, tale da assicurargli adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi".

Il concetto di "adeguate nozioni" sopra espresso, si deve evolvere in un programma di riaggiornamento parallelo alle evoluzioni delle attività lavorative e delle norme di riferimento. La formazione per RLS, integrativa a quella generale, sarà definita in apposita sessione contrattuale.

Analisi del ruolo professionale: Il mandato organizzativo di questa figura professionale, come si evince dalle attribuzioni conferite dall'art. 19 e si deduce dalla sua qualifica ("rappresenta" i lavoratori"), comprende i seguenti compiti:

  • raccogliere dai lavoratori le indicazioni di problemi concernenti la salute e la sicurezza, discutendone possibili soluzioni (diventare animatori di sicurezza);
  • promuovere l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori;
  • fare proposte in merito all'attività di prevenzione;
  • essere consultato sulla valutazione dei rischi, l'individuazione, la programmazione, la realizzazione e verifica delle misure di prevenzione;
  • essere consultato in merito all'organizzazione della formazione;
  • ricevere (e interpretare correttamente) le informazioni e la documentazione aziendale sulla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione, sulle sostanze pericolose, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali;
  • ricevere (e interpretare correttamente) le informazioni dai servizi di vigilanza;
  • ricorrere alle autorità quando ritiene che le misure adottate non siano idonee a garantire la sicurezza e la salute.

Pertanto, il RLS deve ricevere una formazione particolare in materia di normativa di sicurezza e di salute, nonché sui rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza e sulle principali tecniche di controllo e prevenzione:

  • analisi/valutazione dei rischi
  • verifica costante delle misure di prevenzione e di sicurezza
  • animazione di sicurezza
  • informazione dei lavoratori
  • che richiedono lo sviluppo di competenze:
  • diagnostiche
  • decisionali
  • relazionali

nonché l'acquisizione di conoscenze specifiche, di sapere applicativo, che devono necessariamente riferirsi almeno a:

  • normativa sulle materie di sicurezza ed igiene del lavoro
  • rischi presenti sul posto di lavoro e riferiti all'ambito di rappresentanza
  • danni legati a quei rischi
  • limiti di esposizione a fattori inquinanti
  • analisi degli infortuni
  • analisi delle situazioni critiche (anomalie di processo)
  • modalità di prevenzione
  • strumenti informativi presenti sul luogo di lavoro: registro infortuni, schede di sicurezza, documento di valutazione, etc.
  • valutazione di programmi di informazione
  • costruzione di strumenti propri di analisi e di verifica (schede ed altro materiale).

La formazione di queste figure prevede corsi formalizzati, a proposito dei quali si fa riferimento al D.M. 16/1/1997, emanato dai Ministri del Lavoro e della Previdenza Sociale e della Sanità (All. N.1):" Individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei Rappresentanti per la Sicurezza e dei Datori di Lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione."

I contenuti della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono così descritti dall'art.2 del decreto:

  • principi costituzionali e civilistici;
  • la legislazione generale e speciale in materia di prevenzione infortuni e igiene del lavoro;
  • i principali soggetti coinvolti ed i relativi obblighi;
  • la definizione e l'individuazione dei fattori di rischio;
  • la valutazione dei rischi;
  • l'individuazione delle misure (tecniche, organizzative, procedurali) di prevenzione e protezione;
  • aspetti normativi dell'attività di rappresentanza dei lavoratori;
  • nozioni di tecnica della comunicazione.

Durata: Il DM 16/1/1997 ha individuato in 32 ore la durata dei corsi, fatte salve diverse determinazione della contrattazione collettiva. Però potrebbe essere opportuno prevedere, dopo il primo corso, altri moduli su temi specifici.

Analizzando una intesa di categoria, secondo quanto previsto dall'accordo Federchimica/FULC del novembre 1995, ai RLS spettano 40 ore di formazione base (impegno temporale corrispondente a quello destinato dal CCNL chimico alla Commissione Ambiente già nel 1990) gestite in modo congiunto tra sindacato e tecnici aziendali.

La progettazione formativa RLS era già pronta a partire dagli anni '93-'94, quindi prima dell'emanazione del decreto 626, evidenziando così, in questo settore, come il comparto chimico e coloro che sono stati parte attiva nell'individuazione dei contenuti contrattuali, abbiano svolto un ruolo trainante ed anticipativo nei confronti delle norme emanate dallo Stato.

Un altro esempio per tutte le categorie del lavoro, viene dall'accordo di gruppo ENI/FULC, nel quale sono state raddoppiate le ore di formazione per RLS e dove le 40 ore aggiuntive sono destinate ad argomenti che riguardano il settore specifico: chimico, petrolchimico, ecc. È importante rilevare che ad oggi, in tutta Italia, si contano quasi 600 RLS con una formazione di 80 ore ciascuno.

Per contro, molte aziende si sono attestate sulla formazione minima di 32 ore (quella prevista dal decreto 626 e da Confindustria nell'accordo del giugno 1995).

Modalità didattiche: è opportuno privilegiare la didattica attiva, con grande spazio al lavoro in piccoli gruppi finalizzato alla costruzione o applicazione di griglie di valutazione, alla discussione di casi, alla risoluzione di problemi. Le lezioni frontali, destinate a trasmettere contenuti teorici selezionati, saranno limitate al minimo indispensabile e comunque sempre accompagnate da discussioni o esercitazioni in aula o in piccolo gruppo.

Riassumendo, il processo formativo/informativo deve consentire al RLS d'essere in grado di:

  • Conoscere l'ambiente di lavoro in cui opera partendo dalla mappa produttiva e dei rischi (generali e specifici), nonché i metodi e criteri per la loro individuazione e bonifica.
  • Conoscere l'organigramma aziendale, la distribuzione delle responsabilità ed i lavoratori, in modo da instaurare i necessari rapporti fondamentali per la propria attività e riuscire a collegare le diverse (e complementari) funzioni aziendali.
  • Conoscere i propri diritti, agibilità, attività specifiche e relazionali, possibilità d'azione e d'intervento, le basi formative, e gli strumenti operativi, i metodi e le capacità che ne derivano, anche rivendicandone la corretta applicazione interessando RSU, OPP, Dipartimento di Prevenzione e Magistratura, quando necessario.
  • Confrontarsi continuamente con altri RLS, tecnici, specialisti, consulenti, medici e ricercatori, per evolvere la propria attività.
  • Avere capacità specifiche, in modo da creare banche dati per riuscire a strutturare e veicolare tutte le informazioni che saranno in suo possesso.

Dall'analisi di quanto indicato nel testo del D.Lgs., si individuano le seguenti aree di attività:

  • analisi/valutazione dei rischi
  • scelta e mantenimento in essere delle misure di prevenzione
  • informazione/formazione dei lavoratori che richiedono lo sviluppo di competenze:
  • progettuali
  • diagnostiche
  • decisionali
  • comunicative

nonché l'acquisizione di conoscenze specifiche, di sapere applicativo, che devono necessariamente riferirsi almeno a:

  • norme di legge e di buona tecnica sulle materie di sicurezza ed igiene del lavoro
  • analisi dei rischi (di qualunque natura)
  • sistemi di prevenzione
  • costruzioni di piani e di programmi (di analisi, di intervento, di verifica di risultato)
  • progettazione di programmi di informazione e di formazione
  • costruzione di strumenti propri di analisi e di verifica (schede ed altro materiale).