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28 giugno 2008

Elezioni RSU

Elezioni RSU Sicor – TEVA Group

Santhià (VC)


 

Dopo avere invalidato, per gravi vizi di forma, le precedenti consultazioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, le quali consultazioni avevano già visto un confortante risultato da parte della UilCem, con 15 preferenze su 70 schede votate, il 27 giugno 2008, giorno in cui sono state ripetute le operazioni di voto, la UilCem ed il suo candidato Gugliara Filippo, hanno fatto ancora meglio, portando il numero totale dei voti a ben 22.

Considerando l'affluenza dei lavoratori in calo, passata da 70 a 54 lavoratori su 88 aventi diritto, la UilCem ha avuto il 40.8% dei consensi.

Un risultato straordinario, se si pensa al fatto che si tratta di una prima volta, escludendo le precedenti consultazioni annullate, in cui si presentava un candidato UilCem e al quale i propri colleghi hanno dato una grande fiducia, e tutto questo in poco più di 18 mesi.


 

Di seguito, una tabella riepilogativa dei risultati:


 

Preferenza

Lista

Tot.

Gugliara Filippo (UilCem)

19

3

22

Candidato 1 (FilCem)

14

4

29

Candidato 2 (FilCem)

11

Nulle

3

3

Totale

47

7

54

 

Aventi diritto al voto

88

 

Compiti dell’RLS

 
 

TUTTO PER L'RLS

La formazione per il RLS: L'elemento strategico
per la futura attività di RLS.

D.Lgs. 626/94. art. 22, comma 4, "Il rappresentante per la sicurezza ha diritto a una formazione particolare in materia di salute e sicurezza, concernente la normativa in materia ... e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, tale da assicurargli adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi".

Il concetto di "adeguate nozioni" sopra espresso, si deve evolvere in un programma di riaggiornamento parallelo alle evoluzioni delle attività lavorative e delle norme di riferimento. La formazione per RLS, integrativa a quella generale, sarà definita in apposita sessione contrattuale.

Analisi del ruolo professionale: Il mandato organizzativo di questa figura professionale, come si evince dalle attribuzioni conferite dall'art. 19 e si deduce dalla sua qualifica ("rappresenta" i lavoratori"), comprende i seguenti compiti:

  • raccogliere dai lavoratori le indicazioni di problemi concernenti la salute e la sicurezza, discutendone possibili soluzioni (diventare animatori di sicurezza);
  • promuovere l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori;
  • fare proposte in merito all'attività di prevenzione;
  • essere consultato sulla valutazione dei rischi, l'individuazione, la programmazione, la realizzazione e verifica delle misure di prevenzione;
  • essere consultato in merito all'organizzazione della formazione;
  • ricevere (e interpretare correttamente) le informazioni e la documentazione aziendale sulla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione, sulle sostanze pericolose, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali;
  • ricevere (e interpretare correttamente) le informazioni dai servizi di vigilanza;
  • ricorrere alle autorità quando ritiene che le misure adottate non siano idonee a garantire la sicurezza e la salute.

Pertanto, il RLS deve ricevere una formazione particolare in materia di normativa di sicurezza e di salute, nonché sui rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza e sulle principali tecniche di controllo e prevenzione:

  • analisi/valutazione dei rischi
  • verifica costante delle misure di prevenzione e di sicurezza
  • animazione di sicurezza
  • informazione dei lavoratori
  • che richiedono lo sviluppo di competenze:
  • diagnostiche
  • decisionali
  • relazionali

nonché l'acquisizione di conoscenze specifiche, di sapere applicativo, che devono necessariamente riferirsi almeno a:

  • normativa sulle materie di sicurezza ed igiene del lavoro
  • rischi presenti sul posto di lavoro e riferiti all'ambito di rappresentanza
  • danni legati a quei rischi
  • limiti di esposizione a fattori inquinanti
  • analisi degli infortuni
  • analisi delle situazioni critiche (anomalie di processo)
  • modalità di prevenzione
  • strumenti informativi presenti sul luogo di lavoro: registro infortuni, schede di sicurezza, documento di valutazione, etc.
  • valutazione di programmi di informazione
  • costruzione di strumenti propri di analisi e di verifica (schede ed altro materiale).

La formazione di queste figure prevede corsi formalizzati, a proposito dei quali si fa riferimento al D.M. 16/1/1997, emanato dai Ministri del Lavoro e della Previdenza Sociale e della Sanità (All. N.1):" Individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei Rappresentanti per la Sicurezza e dei Datori di Lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione."

I contenuti della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono così descritti dall'art.2 del decreto:

  • principi costituzionali e civilistici;
  • la legislazione generale e speciale in materia di prevenzione infortuni e igiene del lavoro;
  • i principali soggetti coinvolti ed i relativi obblighi;
  • la definizione e l'individuazione dei fattori di rischio;
  • la valutazione dei rischi;
  • l'individuazione delle misure (tecniche, organizzative, procedurali) di prevenzione e protezione;
  • aspetti normativi dell'attività di rappresentanza dei lavoratori;
  • nozioni di tecnica della comunicazione.

Durata: Il DM 16/1/1997 ha individuato in 32 ore la durata dei corsi, fatte salve diverse determinazione della contrattazione collettiva. Però potrebbe essere opportuno prevedere, dopo il primo corso, altri moduli su temi specifici.

Analizzando una intesa di categoria, secondo quanto previsto dall'accordo Federchimica/FULC del novembre 1995, ai RLS spettano 40 ore di formazione base (impegno temporale corrispondente a quello destinato dal CCNL chimico alla Commissione Ambiente già nel 1990) gestite in modo congiunto tra sindacato e tecnici aziendali.

La progettazione formativa RLS era già pronta a partire dagli anni '93-'94, quindi prima dell'emanazione del decreto 626, evidenziando così, in questo settore, come il comparto chimico e coloro che sono stati parte attiva nell'individuazione dei contenuti contrattuali, abbiano svolto un ruolo trainante ed anticipativo nei confronti delle norme emanate dallo Stato.

Un altro esempio per tutte le categorie del lavoro, viene dall'accordo di gruppo ENI/FULC, nel quale sono state raddoppiate le ore di formazione per RLS e dove le 40 ore aggiuntive sono destinate ad argomenti che riguardano il settore specifico: chimico, petrolchimico, ecc. È importante rilevare che ad oggi, in tutta Italia, si contano quasi 600 RLS con una formazione di 80 ore ciascuno.

Per contro, molte aziende si sono attestate sulla formazione minima di 32 ore (quella prevista dal decreto 626 e da Confindustria nell'accordo del giugno 1995).

Modalità didattiche: è opportuno privilegiare la didattica attiva, con grande spazio al lavoro in piccoli gruppi finalizzato alla costruzione o applicazione di griglie di valutazione, alla discussione di casi, alla risoluzione di problemi. Le lezioni frontali, destinate a trasmettere contenuti teorici selezionati, saranno limitate al minimo indispensabile e comunque sempre accompagnate da discussioni o esercitazioni in aula o in piccolo gruppo.

Riassumendo, il processo formativo/informativo deve consentire al RLS d'essere in grado di:

  • Conoscere l'ambiente di lavoro in cui opera partendo dalla mappa produttiva e dei rischi (generali e specifici), nonché i metodi e criteri per la loro individuazione e bonifica.
  • Conoscere l'organigramma aziendale, la distribuzione delle responsabilità ed i lavoratori, in modo da instaurare i necessari rapporti fondamentali per la propria attività e riuscire a collegare le diverse (e complementari) funzioni aziendali.
  • Conoscere i propri diritti, agibilità, attività specifiche e relazionali, possibilità d'azione e d'intervento, le basi formative, e gli strumenti operativi, i metodi e le capacità che ne derivano, anche rivendicandone la corretta applicazione interessando RSU, OPP, Dipartimento di Prevenzione e Magistratura, quando necessario.
  • Confrontarsi continuamente con altri RLS, tecnici, specialisti, consulenti, medici e ricercatori, per evolvere la propria attività.
  • Avere capacità specifiche, in modo da creare banche dati per riuscire a strutturare e veicolare tutte le informazioni che saranno in suo possesso.

Dall'analisi di quanto indicato nel testo del D.Lgs., si individuano le seguenti aree di attività:

  • analisi/valutazione dei rischi
  • scelta e mantenimento in essere delle misure di prevenzione
  • informazione/formazione dei lavoratori che richiedono lo sviluppo di competenze:
  • progettuali
  • diagnostiche
  • decisionali
  • comunicative

nonché l'acquisizione di conoscenze specifiche, di sapere applicativo, che devono necessariamente riferirsi almeno a:

  • norme di legge e di buona tecnica sulle materie di sicurezza ed igiene del lavoro
  • analisi dei rischi (di qualunque natura)
  • sistemi di prevenzione
  • costruzioni di piani e di programmi (di analisi, di intervento, di verifica di risultato)
  • progettazione di programmi di informazione e di formazione
  • costruzione di strumenti propri di analisi e di verifica (schede ed altro materiale).

6 giugno 2008

De Magistris, chiesta l'archiviazione, "Gravi ingereze nel suo lavoro"



Repubblica.it

CATANZARO - Non solo ha agito in maniera "assolutamente legittima e corretta", ma è stato vittima di "pressioni e interferenze" relative ai risultati "ottenuti con le sue inchieste". E' un vero e proprio atto d'accusa contro i vertici della Procura di Catanzaro, la richiesta di archiviazione dei magistrati di Salerno, chiamati a indagare sull'operato di Luigi De Magistris. Le quasi mille pagine prodotte dal procuratore Luigi Apicella e dal sostituto Gabriella Nuzzi, trasformano, di fatto, il giudice "scomodo", in vittima di un sistema di interessi che sarebbe l'oggetto delle sue indagini.

De Magistris incassa un risultato importantissimo. Dopo che per mesi il suo operato era stato al centro di denunce, richieste di azioni disciplinari e persino atti parlamentari. Il magistrato protagonista di inchieste come "Poseidone", "Toghe Lucane" e "Why Not" ha detto di essersi semplicemente "difeso", esprimendo "sempre massima fiducia nella magistratura di Salerno, competente per legge".

Un commento alla notizia della richiesta di archiviazione, a cui ha aggiunto di aver soltanto "contribuito doverosamente, da magistrato, ad evidenziare l'attività di ostacolo posta in essere" ai suoi danni e alle funzioni che ha cercato e cerca ancora "di svolgere nell'esclusivo interesse della giustizia". Poche frasi, nelle quali De Magistris lascia trasparire la propria soddisfazione alla fine della maxi inchiesta.

Il pm di Catanzaro sarebbe insomma estraneo "ai reati di calunnia, abuso d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio". E niente darebbe ragione ai magistrati, agli avvocati e ai politici che contro di lui hanno presentato una serie di denunce. Insomma per gli inquirenti salernitani vi sarebbe "insussistenza di illegittimità sostanziali o procedurali penalmente rilevanti ovvero di condotte abusive addebitabili nell'esercizio delle funzioni giudiziarie del De Magistris". Piuttosto "i risultati investigativi ottenuti, la natura e la cadenza degli interventi subiti a causa della intensità delle sue indagini e il complesso materiale probatorio acquisito, ha consentito di riscontrare la bontà della sua azione inquirente, nonché di ricostruire la sequenza ed il contenuto degli atti procedimentali appurandone la correttezza formale e sostanziale".

La richiesta di archiviazione affonda poi il bisturi contro i detrattori del pm: "Il contesto giudiziario in cui si è trovato ad operare Luigi De Magistris, appare connotato da un'allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura".

Accuse pesantissime, ancora più chiare quando si parla della "pressante attività di interferenza alle indagini posta in essere dai vertici della Procura della Repubblica di Catanzaro, e resasi sempre più manifesta con il progressivo intensificarsi delle investigazioni da parte di De Magistris". Per evidenziare poi che "alle continue ingerenze sull'attività inquirente è risultata connessa, secondo una singolare cadenza cronologica la trasmissione di continue denunce e segnalazioni agli organi disciplinari ed alla Procura di Salerno".

Nella richiesta si legge ancora che "dagli accertamenti investigativi condotti sono emersi fatti, situazioni concorrenti a delineare il difficile contesto ambientale nel quale De Magistris si è trovato a svolgere le funzioni inquirenti, i legami tra i vertici dell'Ufficio giudiziario di Catanzaro, difensori ed indagati, gli interessi sottostanti alle vicende oggetto dei procedimenti da lui trattati, le condotte di interferenza ed ostacolo al suo operato". Un difficile contesto ambientale "reiteratamente denunciato dal pm nelle sedi istituzionali".

Infine i due magistrati di Salerno scrivono che "l'oggetto di indagini svolte da De Magistris, coinvolgenti pubblici amministratori, politici, imprenditori, professionisti, magistrati, rappresentanti delle forze dell'ordine, le tecniche investigative impiegate, i risultati derivati dagli atti di indagine esperiti hanno finito, nel tempo, per esporre il sostituto procuratore ad una serie articolata di azioni ostative al suo operato".

Tra queste si inseriscono "le svariate denunce in sede penale e le segnalazioni disciplinari di soggetti indagati e difensori, alle quali sono seguite interpellanze, interrogazioni parlamentari, ispezioni ministeriali riguardanti le più rilevanti indagini condotte dal magistrato nei due periodi di permanenza a Catanzaro".

Ma non è tutto. Infatti Salerno sta vagliando "l'ipotesi investigativa della indebita strumentalizzazione di attività di indagine coordinate dalle Procure di Matera e di Catanzaro nei confronti di collaboratori di polizia giudiziaria e di giornalisti". Di fatto, secondo la Procura campana, collaboratori di pg e cronisti di giudiziaria sarebbero stati coinvolti strumentalmente nelle inchieste, subendo anche perquisizioni. De Magistris oltre ad essere stato denunciato, a sua volta produsse una serie di esposti.

La Procura Generale di Catanzaro non ha concesso alcuni documenti dell'inchiesta "Why Not" chiesti da Salerno che indaga sulle denunce di Luigi De Magistris. Luigi Apicella, è giunto nel capoluogo calabrese dove ha incontrato il Procuratore Generale, Vincenzo Jannelli, ed i sostituti Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo.

Per oltre tre ore i magistrati hanno discusso sulla richiesta di alcuni documenti relativi all'inchiesta. Al termine dell'incontro, secondo quanto si è appreso, i magistrati della Procura Generale non hanno concesso la documentazione perché l'inchiesta è attualmente in corso.

18 maggio 2008

Enrico Berlinguer - Wikipedia

Enrico Berlinguer - Wikipedia: "« Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. »
(Enrico Berlinguer)"

18 aprile 2008

Che fine ha fatto l'immondizia della Campania dalle notizie dei telegiornali?

Vi siete accorti della totale mancanza di notizie riguardanti l'immondizia di Napoli e della Campania da subito dopo le elezioni?
Il ciclone PdL ha spazzato via anche quella?! Si, dalle TV.....